Instagram per il settore verde: 5 lezioni dai primi 30 giorni di un profilo nato da zero

Aprire un profilo social nuovo è un po' come piantare un seme in un vaso pieno di terriccio: all'inizio non si vede niente, e la tentazione di mollare è fortissima. Quando ho lanciato 'Foliage Grower', un progetto dedicato al foliage e alle piante ornamentali, sono partito esattamente da lì: zero follower, zero riconoscibilità, una pagina bianca.

Il foliage (o fogliame ornamentale) viene prodotto per le composizioni e gli allestimenti floreali, ed è un mondo di nicchia, ma con radici profonde. La Toscana, terra di vivai e di una lunga cultura del verde, ne è uno dei territori di riferimento. È in questo contesto che 'Foliage Grower' ha mosso i primi passi.

Trenta giorni dopo, il profilo Instagram aveva 371 follower reali e coerenti con la nicchia, 1.300 visualizzazioni e 135 interazioni, con appena 16 contenuti pubblicati. Numeri modesti, certo. Ma sono i numeri di una partenza incoraggiante. Dietro a questo progetto ci sono alcune scelte che possono valere per chiunque lavori con fiori, piante o verde, con la voglia di farsi notare sui social. Te le racconto.

La scelta di fondo: non rincorrere la categoria, ma definirla

Prima ancora di pensare ai contenuti, ho fatto una scelta. Mi sono ispirato a un principio che alcune aziende del settore IT applicano da tempo: invece di competere dentro una categoria già affollata (essere "l'ennesimo produttore di piante") puntare sulla ridefinizione di una intera categoria. Creando o ridefinendo un settore, di norma, si finisce per avere un vantaggio competitivo dovuto dal possedere una sorta di rendita di posizione.

In questo caso si tratta di un settore ancora poco riconoscibile e intercettabile da un suo pubblico di riferimento, questo nonostante le sue potenzialità, non solo in termini di visibilità. Tradotto in una strategia social, significa una cosa precisa: scegliere un territorio chiaro e presidiarlo con costanza, finché quel territorio e i suoi prodotti non diventano riconoscibili e associabili al brand in questione.

Non "piante ornamentali in generale" quindi, ma un'idea specifica di foliage, raccontata sempre attraverso una narrativa fatta di autenticità e originalità. È una scommessa che all'inizio sembra restringere il campo (in questo caso letteralmente), ma in realtà è ciò che ti rende identificabile e, come vedremo, è anche la ragione per cui alcune persone chiave hanno iniziato a seguire il profilo.

Ho imparato che la coerenza viene prima della quantità

Quelle che seguono, quindi, non sono regole valide per tutti né verità da manuale: sono semplicemente le lezioni che ho imparato io, sul campo, durante questo primo mese, alcune da scelte rivelatesi giuste, altre dagli errori che ho commesso lungo la strada. In un mese ho pubblicato solo 16 contenuti. Pochi, ma pensati: una linea visiva riconoscibile, una palette coerente, un modo di raccontare le piante che fosse sempre lo stesso. Quando qualcuno arriva su un profilo nuovo, decide in tre secondi se seguirti e lo decide guardando l'insieme, non il singolo post.

Un dato acquisito: meglio dieci contenuti coerenti che trenta scollegati. La coerenza visiva è ciò che trasforma una serie di foto in un brand, ed è il primo mattone di quella categoria riconoscibile di cui parlavo sopra.

Ho scoperto che la costanza conta più della perfezione

Sarà banale per un social media navigato, ma giova ricordarlo: non aspettare il contenuto perfetto. Ho mantenuto un ritmo regolare, perché l'algoritmo di Instagram premia chi è presente con continuità, e il pubblico si affeziona a chi ritrova. Un profilo che pubblica bene ma a singhiozzo cresce meno di uno che pubblica in modo costante.

Cosa da tenere assolutamente in considerazione: scegli un ritmo sostenibile, anche solo due o tre volte a settimana, e rispettalo. La regolarità, nel tempo, vale più dei picchi.

Ho capito che non tutti i numeri valgono uguale

Buona parte dei follower acquisiti in questo mese è arrivata per reciprocità: profili della stessa nicchia, appassionati, addetti ai lavori e realtà affini al mondo del verde che hanno ricambiato il follow. A prima vista può sembrare poco, ma è un segnale importante. Vuol dire che il posizionamento è leggibile: chi appartiene a quel mondo capisce al volo di cosa parlo e si riconosce. In altre parole, la nicchia tematica è centrata ed è la conferma sul campo della scelta di categoria fatta all'inizio.

Faccio però una precisazione, perché è facile entusiasmarsi troppo. Avere follower coerenti per affinità di settore non equivale ancora ad aver centrato un'eventuale audience commerciale: chi ti segue per reciprocità può essere un collega o un pari della stessa nicchia più che un potenziale cliente. La prova vera del "fit" arriva a valle, e si misura su altri segnali (salvataggi, condivisioni, messaggi diretti), e soprattutto su quanto quei profili assomigliano a chi poi diventa cliente.

C'è poi un secondo dato che lavora nella stessa direzione: circa un quarto delle interazioni è arrivato da persone che non seguivano ancora. Per un account nuovo è un segnale incoraggiante: significa che i contenuti stanno uscendo dalla cerchia ristretta e raggiungono un pubblico nuovo. Su questo punto però occorre cautela, la pagina è ancora agli inizi e probabilmente l’algoritmo di Instagram sta ancora testando i contenuti su audience diverse al fine di trovare quella di riferimento.

Un dato acquisito: non fermarti al numero di follower, e nemmeno al numero di like. Chiediti chi sono quei follower e quanti, tra chi interagisce, non ti segue ancora. È lì che si capisce se stai costruendo un pubblico vero.

Ho visto che Instagram e Pinterest fanno due lavori diversi

In parallelo a Instagram ho avviato anche la presenza su Pinterest. Nel mondo dei fiori, delle piante e del giardinaggio fa una cosa che Instagram non fa: intercetta chi sta già cercando attivamente. Pinterest non è un social dove si scorre per noia, è un motore di ricerca visivo, dove le persone cercano attivamente idee e ispirazione e dove un singolo contenuto continua a portare visite anche mesi dopo averlo pubblicato.

Pubblicare su Pinterest è un lavoro lento, che dà frutti nel medio-lungo periodo. Ma è proprio per questo che pochi lo sfruttano, ed è proprio per questo che vale la pena iniziare presto, qualora risulti uno strumento in linea con gli obiettivi di partenza.

Un dato acquisito: Instagram costruisce relazione e community; Pinterest ti fa trovare nel momento in cui qualcuno decide attivamente di cercare dei contenuti pertinenti. Insieme coprono due bisogni diversi.

Mi sono convinto di quanto conti l'autenticità, soprattutto adesso

Oggi l'intelligenza artificiale permette di sfornare testi e immagini in serie. Il rischio è che, anche in questo settore, i brand finiscano per somigliarsi tutti, con lo stesso tono levigato e impersonale. Nel mondo delle piante, fatto di mani nella terra, stagioni e tempi lenti, sarebbe un controsenso.

Uso questi strumenti per aumentare la produttività, fare brainstorming, esplorare alternative, ma la voce di un brand resta una cosa umana. In più, in questo caso specifico, fortunatamente il settore in questione permette di avere dei contenuti che quasi parlano da soli: comunicano un mondo fatto di autenticità e ritmi diversi. Difficile fare di meglio con un’intelligenza artificiale.

In conclusione

I primi trenta giorni non si misurano in viralità, ma in fondamenta. Definire una categoria propria, coltivarla con coerenza e costanza, guardare alla qualità del pubblico più che ai numeri e tenere una voce autentica: sono questi i semi che, col tempo, fanno fiorire una strategia social.

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